Quante volte mi è capitato di rendermi conto della mia debolezza e fragilità, della inadeguatezza della mia fede: e allora sorge spontanea dal cuore la preghiera di avere più fede certo di trovare comprensione da parte di Dio considerato che tutto sommato chiedo di darmi più forza per permettermi di seguire l'insegnamento di Cristo.

Ebbene, leggendo un libro di Luciano Mazzocchi ho scoperto che così facendo rischio di trattare la fede come merce comune. In questo modo, dice Mazzocchi, dimostro di credere di sapere che cos'è la fede. La voglio tirare dentro, nell'ambito delle mie valutazioni e dei miei strumenti, in modo da poter applicare ad essa le mie categorie. La cosa mi ha stupito e fatto riflettere, anche perchè il missionario saveriano aggiunge che "Gesù ci dice che la fede è intangibile. Ci dice che la fede non è soggetta ad aumenti o diminuzioni, non cresce né decresce  , non ha niente a che fare col mondo delle quantità.

La fede è quel tutt'altro assolutamente incondizionato da qualsiasi categoria, definizione, limite, valutazione."

Per quanto mi riguarda certamente ho capito che fede non vuol dire credere in questo o in quello e nemmeno superare il dubbio, le inquietudini e i timori,  perchè la fede non stabilisce una granitica certezza. La fede è esperienza, esperienza che cambia la vita, che crea un rapporto autentico con la vita. E' esperienza che scompagina ogni visione precostituita, anche la più ragionevole e fondata, perchè costringendo il nostro rapporto con la realtà in schemi precostituiti perdiamo ogni freschezza, ogni novità, ogni stupore.

La risurrezione di Cristo è il modello dell'esperienza che scompagina ogni visione precostituita. Là dove la fede nella risurrezione diventa dottrina in cui credere, in un certo modo predefinito, la risurrezione non opera più come esperienza della vita:"perchè cercate tra i morti colui che è vivo?". Spesso pensiamo che la fede sia credere in ciò che non vediamo, nel senso di far finta di vedere ciò che non vediamo, oppure di immaginarcelo. Invece è riconoscere di non vedere ciò che non vediamo e che nessuna dottrina religiosa può farci vedere. Nel libro di Mazzocchi si dice che "il seme della risurrezione è l'esperienza della fede nell'esperienza che cambia la vita e che Vedendo niente, vedendo il vuoto del sepolcro vuoto, si rivela la realtà che modifica e plasma la nostra vita.

Così la risurrezione di Gesù diviene quello che è, un evento reale: non un evento simbolico o il ricordo di un evento, ma un fatto fonte di fatti nuovi nella mia vita, oggi dove mi trovo".

 

                                                           ottobre 2013